Accordo sul clima di Parigi: stop all'energia fossile entro il 2038
09. ottobre 2017
WWF Svizzera - La Svizzera è fra gli ultimi Paesi a ratificare l'accordo di Parigi, ma resta grande la soddisfazione per il risultato raggiunto. Decisiva sarà ora l’attuazione da parte elvetica degli obiettivi prefissi. Secondo l’accordo di Parigi, il riscaldamento climatico globale dovrà restare possibilmente entro 1,5 gradi e certamente non superare i 2 gradi, se vogliamo impedire conseguenze incalcolabili per gran parte dell’umanità.
Su incarico del WWF, l’ufficio di consulenza “EBP Schweiz” ha calcolato in misura proporzionale il contributo che deve apportare la Svizzera per raggiungere questo obiettivo, utilizzando come base di riferimento il testo dell’accordo e avvalendosi di conoscenze scientifiche. Il risultato che emerge dallo studio è chiaro: il nostro Paese dovrà azzerare le proprie emissioni di CO2 entro il 2038, e dunque abbandonare completamente le energie fossili. In altre parole, la nostra produzione di CO2 deve scendere ogni anno di 3,8 punti percentuali. Come obiettivo intermedio, le emissioni di CO2 nel 2030 dovranno situarsi del 67% al di sotto del livello del 1990, se la diminuzione procede in modo lineare. Operando un confronto, il Consiglio federale propone che la Svizzera diminuisca le proprie emissioni nel prossimo decennio di 1 punto percentuale all’anno. Il Consiglio federale vuole ridurre le emissioni svizzere soltanto del 30% entro il 2030.
«La Svizzera non produce petrolio, carbone né metano, per questo puntiamo sulle tecnologie d’avanguardia contro gli sprechi energetici e per l’utilizzo di energia pulita», afferma Patrick Hofstetter, responsabile Clima ed Energia presso il WWF Svizzera. «Il rapido abbandono delle energie fossili può soltanto rappresentare un vantaggio per la Svizzera». Perché l'abbandono si compia con successo è necessario non investire più denaro in infrastrutture che utilizzano combustibili fossili. Il prossimo anno il Parlamento stabilirà i nuovi obiettivi climatici per la Svizzera e le misure necessarie per attuarli. Patrick Hofstetter afferma in proposito: «Il nuovo studio mostra che gli obiettivi del Consiglio federale non sono sufficienti e il Parlamento deve intervenire. Il modello da seguire è quello di Paesi come Svezia o Gran Bretagna». Questi due Paesi vogliono raggiungere degli obiettivi, due volte quelli della Svizzera: la Gran Bretagna ha deciso di dire addio a motori diesel e benzina e lo farà entro il 2040, mentre la Svezia ha deciso che entro il 2020 nessuna abitazione sarà più alimentata da combustibili fossili.
Per lo studio è stato preso in considerazione - ai sensi dell’accordo di Parigi - un riscaldamento climatico di massimo 2 gradi ed emissioni di CO2 in quantità uguali per tutti gli esseri umani. Le emissioni storiche sono calcolate a partire dal 1990. All’epoca, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico IPCC ha pubblicato il suo primo rapporto e la politica climatica svizzera fa riferimento a questo termine. Se si considerassero le emissioni storiche in misura più estesa, si imponesse l’obiettivo più restrittivo di massimo 1,5 gradi di riscaldamento climatico, valutando le grandi possibilità tecniche e finanziarie elvetiche, la Svizzera dovrebbe abbandonare i combustibili fossili molto più rapidamente.
Lo studio breve condotto da “EBP Schweiz” è disponibile al sito wwf.ch/medien.